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Una biblioteca nel condominio

Forza è tempo di riunioni condominiali, contenti?

È così bello trovarsi tra condomini, con cui a malapena ci si saluta in ascensore, di cui conosciamo i gusti televisivi, solo perché tengono un volume così alto. E la doccia? a che ora mai la fanno? Qualcuno si riconosce in questo quadretto idilliaco di convivenza condominiale? È vero sono stata un po’ eccessiva, ma temo di non essere andata troppo lontana dalla realtà, poi alle riunioni, non si capisce perché, ognuno dia il peggio di sé.

Ecco io ho incontrato due persone che hanno fatto qualcosa per cambiare, o meglio, per cercare di cambiare, creando occasioni di incontro  e scambio tra condomini. Facendo cosa? Una biblioteca! Proprio così. Avete presente quella stanza dietro la guardiola del custode, dove il custode non c’è ormai più? In via Rembrandt 12 c’è una biblioteca condominiale.

Roberto Chiapella un giorno ha trovato dei libri in pattumiera, li ha raccolti e ha chiesto al condominio  se poteva tenerli in quella stanza ormai vuota da tempo, per scambiarli con i vicini; due parole al bar di fianco, hanno fatto sì che la voce girasse, da quel giorno i libri sono aumentati, gli scaffali hanno ricoperto tutte le pareti, la stanza ha avuto bisogno di una rinfrescata e il condominio cominciava ad interrogarsi su questa spontanea invasione di libri.

Hanno dovuto indire una riunione straordinaria, dove, tra presenze e deleghe, c’era quasi il 100% dei millesimi (si è mai visto?), per discutere il destino di questa biblioteca, che nel frattempo, grazie al passaparola riceveva libri da fuori, prestava libri all’esterno, creando un movimento che qualcuno non gradiva. Dopo varie discussioni Roberto e Rolando Montagna, altro “colpevole” di questa rivoluzione silenziosa, hanno avuto la meglio. La biblioteca di via Rembrandt 12 è aperta tre giorni alla settimana dalle 16 alle 18, riceve e presta libri anche all’esterno, a patto che i “clienti” vengano accompagnati al portone.

E poi? Grazie a questa iniziativa Roberto ha rilasciato interviste a Uno Mattina, Sette Sera, Radio Popolare, Radio 24, TG1, TG3 Regione, un articolo su Repubblica, un post su weekendxMilano; ha portato il bookcrossing in quattro negozi di via Rembrandt, che vorrebbe far diventare la via dei libri; si preparino i commercianti di via Rubens, perché ha intenzione di attraversare l’incrocio e di raggiungerli; vorrebbe organizzare presentazioni di libri, ma la biblioteca è troppo piccola, avrebbe già trovato uno spazio vicino e anche un poeta con la sua raccolta; vorrebbe essere copiato da tutti i condomini; vorrebbe portare le biblioteche negli uffici, ma gli mancano le “entrature” (qualche raccomandazione?); avrebbe voluto fare BookCity, ma quest’anno è arrivato tardi; ha una pagina Facebook e sta catalogando qualche migliaio di libri, lui che fino a sei mesi fa non usava il computer.

Tutto questo perché? Perché basta non parlare più tra vicini, non conoscersi, pensare solo al proprio piccolo misero orticello, avere qualcuno che ti cammina sulla testa per anni e non sapere neanche il suo nome. Il libro è un mezzo, la biblioteca è una scusa, messi insieme possono far scintille e aiutare a vivere meglio insieme.

Ho chiesto perché i libri non avessero l’etichetta sul dorso, per poterli individuare più velocemente, Roberto mi ha risposto che era voluto, perché così chi viene a prendere i libri,non li trova subito, ci mette di più, si sofferma, scambia due parole, sfoglia il libro sul divano e la scintilla… dopo un’ora di chiacchiere non avevo ancora capito niente!

Biblioteca Rembrandt 12
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Lunedì – mercoledì – sabato dalle 16 alle 18
citofono 80
+39 339 796 3753

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