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Chi sono?

Per farla veloce vorrei poter scrivere che sono un’insegnante o una manager che ora si mette a scrivere di Milano. Invece è tutto più complicato.

Invece è tutto più complicato. Per spiegare chi sono devo dire cosa faccio e questo porterà via un po’ più di tempo. Non c’è in italiano una parola sola per dirlo.

Sono laureata in Scienze Politiche, ho 53 anni e una vita professionale destrutturata, iniziata in maniera tradizionale in azienda, poi due figlie in un anno, avute alla fine del secolo scorso, non hanno coinciso con le strategie dell’azienda di allora e neanche tanto con le aspettative della società (anche di adesso, forse).

Quindi sono rimasta a casa.

Da allora ha preso forma il mio modello di vita e di lavoro fatto di collaborazioni e conciliazioni.

Cosa faccio?

Metto insieme progetti, persone e luoghi
per scardinare le regole e produrre cambiamento.

Le collaborazioni in ambiti diversi, nel pubblico, nel privato e nel sociale, riguardano attività di scrittura, ricerca, studio e produzione di contenuti, preparazione speech e presentazioni, organizzazione eventi, ideazione, gestione e coordinamento di progetti.

01.

Volontariato in carcere

Il 2011 è per me l’inizio di un decennio che ha plasmato ancora di più la mia vita, perché ho iniziato a fare volontariato in carcere e a cimentarmi nella prima versione di questo blog.

Il carcere ha definitivamente cambiato le priorità e mi ha reso libera.

02.

Primo blog

Il blog ha confermato il mio sentimento verso Milano. Orgoglio, affetto e critica, insieme, mi hanno fatto venire la voglia di trovare spunti da grandi cose per scovare i dettagli.

03.

Da volontariato a collaborazione

Ora l’attività di volontariato è diventata una collaborazione nel carcere di San Vittore e il volano di una serie di attività che gravitano intorno al progetto “Parole in circolo in città” di cui sono ideatrice e coordinatrice.

04.

La rinascita del blog

Il blog ritorna, dopo una lunga pausa, in un momento in cui Milano (e non solo Milano) deve rinascere.

Ecco cosa faccio.

Come lo faccio?

Il “come lo faccio” è la sintesi delle varie esperienze:

offro la mia collaborazione a chi vuole farmi venire idee nuove e anche un po’ azzardate. Con determinazione cerco la strada per realizzarle, affronto gli ostacoli con sana impertinenza e la certezza che valga la pena almeno provarci.

Quando sono riuscita a far entrare una ruspa in carcere ne ho avuto la conferma.

So che da soli non si va da nessuna parte, coinvolgo gli altri e li convinco a prendere d’assalto le difficoltà. La gioia di fare rete e trovare soluzioni condivise non fa sentire soli, sposta l’asticella un po’ più in là e fa arrivare in alto, dove si respira meglio.

Per me progetti, persone e luoghi servono a scardinare le regole e produrre cambiamento.
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